I nostri interventi ambientali a Priolo
Nel sito multi-societario siamo impegnati negli interventi di bonifica di suoli e falda nelle aree di proprietà e per conto delle coinsediate.
Le tecnologie di bonifica più sostenibili al servizio del sito multi-societario di Priolo
Priolo: elementi chiave
Priolo in sintesi
Priolo ieri e oggi
La storia del sito.
Avvio iter ambientale
Nel 2001 sono state avviate le attività di caratterizzazione del sito e l’anno dopo le società di Eni coinsediate avviano la messa in sicurezza di emergenza e la progettazione della bonifica.
Eni acquisisce gli asset del gruppo Montedison
A valle dell’operazione Enimont, il gruppo Eni entra nel sito attraverso Enichem che acquisisce da Montedison gli impianti della chimica di base e degli intermedi e della raffinazione.
Nasce lo stabilimento industriale di Priolo Gargallo
Fin dalle origini il petrolchimico ha visto una significativa espansione, segnata da diversi percorsi societari e operativi, nel settore della raffinazione del petrolio e trasformazione dei derivati.
Le nostre attività a Priolo
Il Sito di Interesse Nazionale di Priolo

Lo stato del procedimento ambientale
A partire dal 2003 la società ambientale di Eni ha presentato i progetti di bonifica per suoli e falda, alcuni già autorizzati con decreto ministeriale e altri in istruttoria.
Progetto approvato
Progetto definitivo di bonifica dei suoli dell’area TAF approvato con decreto interministeriale nel 2004 e modificato nel 2007 con autorizzazione alla costruzione dell’impianto di trattamento delle acque.
Progetto definitivo di bonifica per la falda dell’intero sito multisocietario autorizzato nel 2004 con decreto interministeriale.
Variante di progetto approvata nel 2021.
Protocollo di monitoraggio unitario multisocietario della falda del sito approvato dagli Enti nel 2016.

Area TAF e Falda superficiale
Procedimento in istruttoria
Progetto di bonifica della falda profonda presentato nel 2011, in istruttoria per approfondimenti tecnici e sperimentazioni.
Progetto approvato. Variante in istruttoria
Progetto definitivo di bonifica dei suoli insaturi a sud del Vallone della Neve, autorizzato con decreto del Ministero dell’ambiente nel 2007. In istruttoria la Variante presentata nel luglio 2024.

Aree a Sud del Vallone della Neve
Procedimento in istruttoria
Progetto di bonifica dei terreni insaturi delle aree A4, A3, B1 e porzioni D4 e D5 a sud del canale Castellaccio progetto presentato nel 2014 e, con l’aggiornamento richiesto dagli enti, nel 2023. Attualmente in istruttoria.

A4 A3 B1 e porzioni delle aree D4 D5 a Sud del Canale Castellaccio
Progetto approvato
Progetto definitivo di bonifica approvato con decreto dal ministero dell’Ambiente nel 2019. Nel luglio 2025 presentata variante al progetto di bonifica

Area B3 ex Area CS9
Procedimento in istruttoria
Analisi di rischio relativa ai suoli dell’area A5-B4 approvato con decreto ministeriale nel 2023; in corso istruttoria per Analisi di Rischio area SG11.

Procedimento in istruttoria
Documento di Analisi di rischio presentato nel 2017, attualmente in aggiornamento per successivo avvio dell’iter istruttoria.

Progetto approvato
Progetto definitivo di messa in sicurezza permanente del terrazzo antropico e della discarica 1 approvato con decreto ministeriale nel 2022.

Iter amministrativo concluso

Area Nord
Soluzioni di bonifica sostenibili
Le aree a sud del Vallone della Neve nel sito di Priolo hanno un’estensione totale pari a circa 196 ettari, di cui “non conformi” circa 26,8 ettari. Per l’intervento di bonifica dei suoli, a seguito dell’intervento di scotico, stiamo applicando le più avanzate tecnologie in situ mirate al trattamento della contaminazione direttamente nella matrice ambientale, tra cui ISCO (In Situ Chemical Oxidation), TPE (Two Phase Extraction) con estrazione vapori termicamente assistita, Soil Flushing ed ECRT (Electro Chemical Remediation Technology). A fronte degli interventi già eseguiti, risultano svincolabili circa 21,5 ettari. Anche nell’area B3, stiamo eseguendo la bonifica dei suoli mediante tecnologia Soil Vapour Extraction, mentre per la falda è in corso l’applicazione in campo della tecnologia Barriera Permeabile Reattiva (PRB) su scala pilota.




