I nostri interventi ambientali a Ravenna
Da storico polo petrolchimico a esempio concreto di circolarità grazie a un progetto che valorizza le aree bonificate.
Ravenna, dalla bonifica alla riqualificazione produttiva
Lo stabilimento di Ravenna, che risale al 1954 con la realizzazione da parte di ANIC della prima fabbrica di gomma sintetica del Paese, è tutt’ora un sito produttivo in cui operano varie realtà di Eni con la produzione di gas naturale da piattaforme offshore, lo sviluppo del primo progetto in Italia per la cattura e lo stoccaggio della CO₂, la produzione di energia elettrica con Enipower e la produzione di elastomeri con Versalis. In questo contesto, come Eni Rewind, siamo impegnati nelle attività di bonifica di tutte le aree, interne ed esterne, dismesse negli anni e nella riqualificazione produttiva dell’area Cà Ponticelle che oggi ospita il Comparto Ambientale Ravenna, un nuovo polo integrato per la gestione e il recupero di terreni da bonifica e la valorizzazione dei rifiuti industriali. Al 31 dicembre 2025 per le nostre aree abbiamo sostenuto costi pari a 176 milioni di euro.
Ravenna in sintesi
Ravenna ieri e oggi
La storia del sito.
Eni Rewind diventa proprietaria delle aree dismesse
Polimeri Europa (Versalis), acquisisce da Enichem la produzione degli stirenici, elastomeri, olefine e intermedi ed Eni Rewind diviene proprietaria di tutte le aree, interne ed esterne, dismesse.
Ingresso in stabilimento di Enipower
Le centrali elettriche e servizi collegati vengono ceduti a EniPower.
Avvio iter interventi di bonifica
Enichem avvia i primi interventi ambientali nel sito di Ravenna.
Lo scenario industriale dello stabilimento inizia a cambiare
Il ramo d’azienda Agricoltura passa a Hydro Agri Italia, l’acetato di vinile a Vinavil e i difenoli a Borregaard, e a seguire, il CVM/PVC a EVC, mentre il TAS e il cementificio alla società Ambiente.
Il passaggio a Enichem
Le attività passano da Anic ad Enichem.
Ampliamento delle produzioni
Negli anni Sessanta si aggiunge la produzione del PVC, degli acetati e della chimica fine (DMC).
Nasce il polo petrolchimico di Ravenna
Le origini del sito di Ravenna risalgono al 1954 quando Enrico Mattei affida ad ANIC la realizzazione della prima fabbrica di gomma sintetica in Italia.
Le nostre attività a Ravenna
Il nostro impegno nel sito di Ravenna passa attraverso le attività di bonifica e di riqualificazione produttiva delle ex aree industriali e degli impianti non più utilizzati. In particolare, per quanto riguarda le aree interne, nel 2026 abbiamo completato gli interventi di messa in sicurezza permanente dell’Area Vasche ex Ambiente e di messa in sicurezza operativa dell’Area Imprese. Le altre aree interne (Cumuli ex Isola 25 e Vasche TAC e laghetti) hanno già ricevuto la certificazione di avvenuta bonifica e sono oggetto di interesse per nuove iniziative di valorizzazione. Nell’area esterna Ponticelle abbiamo concluso la rimozione degli hot spots e completato la messa in sicurezza permanente per realizzare le opere previste nel piano di riqualificazione produttiva. Nel sito gestiamo inoltre le attività di bonifica per conto delle società di Eni presenti. Per le acque sotterranee del sito è stato effettuato un iter ambientale separato dai terreni, gestito da Ravenna Servizi Industriali per tutte le coinsediate, che ha portato al Progetto operativo di bonifica e messa in sicurezza operativa della falda superficiale sottostante l'area del sito multisocietario (ex stabilimento Enichem).
Lo stabilimento di Ravenna
Lo stato del procedimento ambientale
I procedimenti amministrativi per gli interventi ambientali nelle aree di proprietà Eni Rewind sono tutti conclusi, ottenendo le relative determine comunali.
Progetto approvato
Progetto approvato
Progetto approvato e certificato
Progetto approvato e certificato
Progetto approvato e certificato
Progetto approvato e certificato
Progetto operativo di bonifica approvato dal Comune di Ravenna nel 1999.
Variante al Progetto operativo di bonifica dei sedimenti e dei terreni della zona Ponticelle, Fase II – 1° stralcio – Smaltimento dei cumuli fuori terra approvato dal Comune di Ravenna nel 2015.
Variante al Progetto operativo di bonifica dei sedimenti e dei terreni della zona Ponticelle, Fase II – 2° stralcio – intervento di messa in sicurezza permanente approvato dal Comune di Ravenna nel 2018.
Certificazione di completamento degli interventi di messa in sicurezza permanente rilasciata nel 2021 da Arpa Emilia-Romagna.
Progetto approvato
Comparto Ambientale Ravenna: dal risanamento alla riqualificazione di un’ex area industriale
Nato nel 2019 come Progetto Ponticelle, dal nome dell’area industriale dismessa situata all’esterno dello stabilimento petrolchimico di Ravenna, il Comparto Ambientale Ravenna rappresenta oggi un esempio concreto di come il risanamento ambientale possa apportare valore per il territorio, le imprese e le comunità locali. In qualità di proprietaria del sito, Eni Rewind ha dapprima completato le attività messa in sicurezza permanente (MISP) mediante capping su 18 dei 26 ettari complessivi dell'area, per poi avviare un articolato progetto di riqualificazione produttiva. Oggi l’area di Ca’ Ponticelle ospita un polo integrato multifunzionale, capace di coniugare risanamento ambientale, competitività industriale e innovazione, contribuendo a ridurre il deficit impiantistico nella gestione dei rifiuti speciali, in particolare quelli derivanti da attività ambientali e industriali.
Il Comparto comprende un impianto Eni Rewind di biorecupero di terreni contaminati da idrocarburi provenienti da attività ambientali e una piattaforma polifunzionale HEA per il trattamento e il recupero dei rifiuti industriali. Dal 2024 è inoltre in esercizio un impianto fotovoltaico di Plenitude della capacità di 6 MW integrato, nel 2026, con sistemi sperimentali di accumulo energetico a flusso di vanadio. Nell’area sono state realizzate anche le opere di urbanizzazione e i servizi.
Le infrastrutture del Comparto
- Piattaforma Eni Rewind di biorecupero dei terreni
Realizzata e gestita da Eni Rewind, è dedicata alla bonifica di terreni contaminati da idrocarburi provenienti da attività di risanamento e ha una capacità di trattamento pari a 80 mila tonnellate all’anno. Il trattamento avviene attraverso un processo di biodegradazione aerobica, mediante microrganismi autoctoni (batteri e funghi) che consentono la decontaminazione del suolo. L’obiettivo è il riutilizzo dei terreni trattati e decontaminati (end of waste) in altri siti per il reinterro di scavi, riducendo lo smaltimento in discarica e il consumo di risorse vergini.
La piattaforma, che si sviluppa su 3 ettari, comprende anche un laboratorio di LabAnalysis per le verifiche analitiche sulla conformità dei rifiuti in ingresso all’impianto e per le indagini periodiche di monitoraggio dei processi di bioremediation, nonchè del materiale in uscita dopo il trattamento (end of waste) destinato al riutilizzo.
- Piattaforma polifunzionale HEA per lagestione dei rifiuti industriali
Realizzata con Herambiente, attraverso la costituzione della società paritetica HEA (Hera ed Eni per l’Ambiente), rappresenta un’infrastruttura all’avanguardia per il pretrattamento, il recupero e la gestione dei rifiuti speciali, solidi e liquidi, provenienti da attività produttive e di bonifica. Una sinergia industriale importante che contribuirà al raggiungimento dell’autosufficienza a livello regionale, ottimizzando il recupero e la valorizzazione dei rifiuti, anche come materie seconde. L’impianto è in grado di gestire fino a 60 mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali derivanti dalle attività ambientali e industriali, con priorità a quelle dei territori limitrofi, in linea con le direttive europee del Pacchetto Economia Circolare. La dotazione impiantistica, articolata in più linee consente lo svolgimento di operazioni complesse - dallo stoccaggio, alla triturazione e miscelazione, al riconfezionamento - con l’obiettivo prioritario di massimizzare il recupero di materia ed energia e ridurre il ricorso allo smaltimento.
L’impianto sostituisce la storica piattaforma di stoccaggio HASI (Herambiente Servizi Industriali) di Ravenna, introducendo tecnologie più evolute, per gestire sia i fabbisogni delle attività del gruppo Eni, sia quelli del mercato industriale.
- Impianto fotovoltaico di Plenitude
In esercizio dal 2024, l’impianto ha una capacità installata di 6 MW e si estende su circa 11 ettari. È composto da oltre 10.000 pannelli fotovoltaici installati su strutture speciali, a inseguimento solare, fissate a zavorre che poggiano sul capping impermeabile degli interventi di messa in sicurezza permanente. Nel 2026 è stato integrato con sistemi sperimentali di accumulo energetico a flusso di vanadio. A regime l’impianto fotovoltaico è in grado di produrre l’energia equivalente al fabbisogno di oltre 3.000 famiglie.







