I nostri interventi ambientali a Brindisi
Nel sito multisocietario stiamo realizzando gli interventi di risanamento ambientale nelle aree di proprietà e quelli su mandato delle coinsediate.
Il nostro impegno per il risanamento di un sito protagonista della storia industriale italiana
Lo stabilimento petrolchimico multisocietario, esteso 450 ettari, ricade nel Sito di Interesse Nazionale di Brindisi, che comprende anche il Parco Naturale Regionale Salina di Punta della Contessa. Il sito industriale viene avviato nel 1962, nell’ambito del più ampio progetto di industrializzazione del Mezzogiorno, con la messa in marcia degli impianti cracking e cloro-soda della società Montecatini (divenuta poi Montedison) e successivamente quelli per le produzioni di polietilene, polipropilene, butadiene, dicloroetano/CVM/PVC e intermedi per poliuretano. A partire dai primi anni Ottanta i vari impianti vennero progressivamente trasferiti a EniChimica e nel 1991, a valle dell’operazione Enimont, le attività residue di Montedison passarono ad Enichem. La gestione di Eni, allora ente pubblico, ha permesso di garantire la continuità industriale del sito nell'ambito delle operazioni di salvataggio e rilancio di settori all’epoca strategici per il Paese. I primi interventi ambientali risalgono al 1999 quando Enichem si è fatta carico degli oneri di bonifica delle aree ereditate da Montedison e di quelle cedute nel corso del decennio precedente a Dow, Polimeri Europa (Versalis) ed Enipower. Oggi, nello stabilimento di Brindisi, dove sono presenti Versalis, Enipower, Basell e Chemgas, come Eni Rewind gestiamo le attività di risanamento ambientale suoli e falda sulle varie aree ereditate, interne ed esterne al petrolchimico, oltre che attività ambientali su mandato nelle aree delle società coinsediate. Al 31 dicembre 2024 per le nostre aree abbiamo sostenuto costi ambientali pari circa 290 milioni di euro. Alcune delle aree bonificate o risultate non contaminate sono state messe a disposizione per la realizzazione di impianti fotovoltaici da parte di Plenitude.
Brindisi: elementi chiave
Brindisi in sintesi
Provenienza aree Eni Rewind
Brindisi ieri e oggi
La storia del sito
Avvio interventi ambientali
Enichem (ora Eni Rewind) avvia gli interventi di bonifica delle aree ereditate da Montedison e di quelle cedute nel corso del decennio precedente a Dow, Polimeri Europa (Versalis) ed Enipower.
Cessione degli asset produttivi
Enichem cede dapprima le produzioni del dicloroetano, CVM e PVC, a seguire quelle dell’azoto e del polipropilene e infine quelle residue di MDI e la filiera del butadiene.
Eni acquisisce gli asset del gruppo Montedison
A partire dai primi anni ‘80 il sito è interessato dalle operazioni di salvataggio industriale: gli asset della Montedison vengono progressivamente trasferiti a EniChimica, Anic, Enimont ed Enichem
Sviluppo delle produzioni di materie plastiche e loro derivati
Nel corso degli anni si aggiungono le produzioni di polietilene, polipropilene, butadiene, dicloroetano, Cloruro di Vinile Monomero (CVM), polivinilcloruro (PVC) e intermedi per poliuretano.
Nasce lo stabilimento petrolchimico
Con l’avvio degli impianti cracking e cloro-soda della società Montecatini (divenuta poi Montedison) nasce lo stabilimento petrolchimico di Brindisi.
Le nostre attività a Brindisi
Nel sito di Brindisi gestiamo gli interventi di risanamento ambientale nelle aree di nostra proprietà, sia interne sia esterne al petrolchimico, oltre a quelli su mandato delle coinsediate. Per quanto riguarda le aree interne, la società haabbiamo ultimato la bonifica delle discariche ex Anic e delle Aree Diaframmate Sud e Sud-Est mentre la bonifica delle restanti aree è suddivisa in tre procedimenti ambientali distinti: il primo, già approvato, prevede interventi di scavo, smaltimento e capping, mentre gli altri due, uno in fase di progettazione e l'altro di approvazione, prevedono soluzioni come scavo, capping e Soil Vapour Extraction (SVE), una tecnologia che estrae i vapori dal suolo insaturo per il loro successivo trattamento.
Le attività nelle aree esterne, riguardanti l’area Micorosa, l’Oasi protetta e una porzione della macroarea E, sono ultimate. Gli interventi di messa in sicurezza permanente dei suoli (MISP) dell’area Micorosa sono stati realizzati in collaborazione con gli enti locali nell’ambito di un accordo pubblico-privato con il Comune di Brindisi e la Regione Puglia per l’esecuzione coordinata delle attività. Anche la bonifica dell’area “Oasi Protetta” è stata completata con la rimozione e invio a smaltimento di oltre 70.000 tonnellate di materiale antropico, consentendo la riqualificazione di un habitat naturale per uccelli migratori e flora mediterranea. Nell’area esterna E, abbiamo ultimato gli interventi ambientali e siamo in attesa della certificazione di avvenuta bonifica. Abbiamo inoltre completato le demolizioni del capannone P17, dell’impianto carburanti, delle centrali Enipower e di alcuni fabbricati non più utilizzati.
Per la bonifica della falda, è attivo un sistema di barrieramento idraulico con 76 pozzi, che invia le acque emunte all’impianto di trattamento, recuperando circa il 50% delle acque trattate per il riutilizzo nei processi industriali, minimizzando così il prelievo di risorse idriche naturali. Il progetto include anche l’installazione di moduli Multi Phase Extraction. (MPE) e altre tecnologie di biorisanamento per accelerare la bonifica delle acque sotterranee.
Il Sito di Interesse Nazionale di Brindisi
Il nostro contributo per la riqualificazione dell’area Micorosa
L‘Area Micorosa, esterna allo stabilimento multisocietario di Brindisi, è stata utilizzata tra gli anni ’60 e ’80 per l’abbancamento dei rifiuti industriali derivanti dal ciclo di produzione di Montedison. Nell’area siamo proprietari di una quota parte pari a 36 ettari, confinante con la discarica, mentre i restanti 48 ettari che costituiscono il corpo della discarica sono gestiti dal Comune di Brindisi in sostituzione del soggetto obbligato (società Micorosa). Nel 2014 con il Comune di Brindisi e la Regione Puglia abbiamo sottoscritto un accordo di programma per l’esecuzione coordinata degli interventi di messa in sicurezza permanente di Micorosa e delle nostre aree limitrofe. Il progetto di parte privata ha previsto la realizzazione di un confinamento fisico perimetrale, l’installazione di un sistema di pozzi di emungimento e lo spostamento dell’alveo del Canale Pandi e la realizzazione di opere di ingegneria forestale. Nel 2024 abbiamo messo a disposizione il TAF di nostra proprietà all’interno del sito petrolchimico in sostituzione dell’impianto di trattamento dedicato a Micorosa, la cui realizzazione era prevista a carico della parte pubblica. Tutti gli interventi contemplati nel progetto sono stati ultimati. Attualmente abbiamo preso in carico anche la gestione post operam, assegnata da progetto alla parte pubblica, che prevede l’emungimento e il trattamento delle acque, la manutenzione delle opere e i monitoraggi.
Risultati e punti di forza

Lo stato del procedimento ambientale
Il procedimento amministrativo per gli interventi ambientali nelle aree di proprietà Eni Rewind si è concluso con l’emissione dei decreti ministeriali per tutti i progetti di bonifica presentati.
Progetto approvato
Progetto definitivo di bonifica della falda del sito multisocietario approvato con decreto ministeriale nel 2016.
Variante al progetto di bonifica approvata nel 2023

Progetto approvato
Piano di ripristino delle discariche approvato dalla Provincia di Brindisi nel 2019.
Presa d’atto di conclusione dell’intervento di ripristino rilasciata dalla Provincia di Brindisi nel 2019.

Progetto approvato

Progetto approvato

In progettazione

Progetto in istruttoria

Progetto approvato
Progetto di messa in sicurezza e bonifica permanente di parte delle Aree Esterne Eni Rewind autorizzato con decreto ministeriale nel 2016.
Variante al progetto di bonifica per l’invio delle acque di falda all’impianto TAF di Eni Rewind approvata nel 2023

Progetto approvato

Progetto approvato
Progetto operativo di bonifica delle aree esterne – Macroarea E, approvato con decreto nel 2022.
Variante al progetto di bonifica approvata nel 2024
















