I nostri interventi ambientali a Cengio e Saliceto
Nel sito abbiamo realizzato gli interventi autorizzati e gestiamo il monitoraggio delle acque di falda in condivisione con gli enti di controllo.
La riqualificazione dell’ex Acna, uno sito produttivo centenario
Cengio e Saliceto: elementi chiave
Cengio in sintesi
Cengio e Saliceto ieri e oggi
La storia del sito.
Un Accordo per il risanamento ambientale del sito
Il piano di bonifica viene rilanciato con l’Accordo di Programma tra Acna, i ministeri dell’Ambiente, dell’Industria e della Sanità, le Regioni Liguria e Piemonte e il Commissario Delegato di Governo.
Chiusura definitiva degli impianti
Enichem ferma definitivamente gli impianti industriali.
Enichem rileva le attività dell’Acna
Con la fallita operazione Enimont le attività del sito passano sotto il controllo di Enichem che, a partire dal 1993, avvia il ridimensionamento degli impianti.
Il sito passa a Enimont e viene avviato il piano di risanamento
Montedison conferisce le attività della controllata Acna a Enimont nell’ambito delle operazioni di salvataggio industriale del governo. Lo stesso anno viene avviato il piano di bonifica del sito.
Montedison rileva gli impianti dell’Acna
Montedison rileva gli asset e le produzioni dell’Acna.
Le produzioni dell’Acna confluiscono in Montecatini
Le attività industriali dell’Acna confluiscono nella società Montecatini.
Acna rileva lo stabilimento e converte le produzioni
La società Acna converte lo stabilimento in fabbrica di intermedi per la produzione di coloranti e farmaceutici.
Nasce lo stabilimento industriale
Nell’area s’insedia un piccolo dinamitificio Dott. Vitale al servizio dell’industria bellica del periodo.
Le nostre attività a Cengio e Saliceto
In linea con quanto previsto nel piano di risanamento del sito abbiamo dapprima realizzato gli interventi di svuotamento dei bacini impermeabilizzati (lagoons) nella zona A1, utilizzati durante le attività produttive dello stabilimento come vasche di accumulo dei reflui salini derivanti dalle produzioni industriali. Successivamente abbiamo proceduto alla rimozione di circa 1,5 milioni di metri cubi di materiali contaminati dalle altre tre zone in cui è stato suddiviso il sito: A2 (ex area impianti), A3 (area golenale) e A4 (Pian Rocchetta esterna al sito). I materiali rimossi sono stati poi allocati nella zona A1 oggetto di un intervento di messa in sicurezza permanente con un capping superficiale, delimitato perimetralmente dal setto di separazione con aree adiacenti oltre che dalle opere arginali di contenimento delle piene del fiume Bormida. In considerazione della prossimità del sito con il bacino del fiume Bormida, è stato costruito un complesso sistema di contenimento fisico per le acque sotterranee accoppiato a un muro in calcestruzzo armato fuori terra.
Per la gestione della falda e delle acque sotterranee, contemplata rispettivamente nei progetti per la Zona A2 e la Zona A1, è invece attiva una rete di emungimento costituita da 45 pozzi, collegati all’impianto di trattamento delle acque reflue (ITAR), dedicato anche alla depurazione delle acque emunte dall’area Merlo, esterna all’ex insediamento industriale. Svolgiamo inoltre le attività di monitoraggio chimico e piezometrico delle acque di falda sia interne che esterne, in condivisione con gli enti di controllo. conse
L’esecuzione degli interventi ambientali - conclusi per la matrice suoli e in fase di monitoraggio post operam per la matrice falda - ha ntito di rendere le aree del sito immediatamente disponibili per nuove iniziative produttive.
Il sito di Interesse Nazionale di Cengio e Saliceto
L'innovazione al servizio della sicurezza
L’ex stabilimento industriale è adiacente al fiume Bormida. Al fine di evitare una contaminazione delle acque dovuta alle eventuali onde di piena, nel sito è stato costruito un complesso sistema di contenimento fisico per le acque sotterranee, che si estende per 2.500 metri e consiste in un diaframma plastico in cemento bentonite immorsato per alcuni metri in uno strato di roccia impermeabile (c.d. marna). Sopra al diaframma interrato si erge un muro in calcestruzzo armato fuori terra che si estende per la medesima lunghezza e si eleva mediamente intorno ai 5 metri dal piano campagna, preposto al contenimento delle piene del Fiume Bormida verso l’interno del sito. La struttura, tra gli esempi più rilevanti realizzati con questa tecnologia per applicazioni ambientali, è stata progettata per assicurare fattori di sicurezza adeguati a piene centenarie (500 anni) del fiume, con portate di 1.750 mc di acqua al secondo.
Risultati e punti di forza

Lo stato del procedimento ambientale
Il piano di risanamento del Sito è stato avviato nel 1988. Nel 2000 con la sottoscrizione di un Accordo di Programma il sito è stato suddiviso in quattro zone omogenee. I progetti di bonifica per le quattro aree sono stati approvati nel 2006.
Progetto approvato
Progetto definitivo di messa in sicurezza permanente presentato nel 2004 e autorizzato nel 2006 con provvedimento del Commissario Delegato di Governo.
Approvato con decreto ministeriale nel 2017 l’aggiornamento del Progetto esecutivo di messa in sicurezza permanente, sistemazione e ripristino ambientale. L’intervento collaudato dalla Commissione nel 2022, è in attesa della certificazione dalla Provincia di Savona.

Progetto approvato
Progetto definitivo di bonifica con confinamento idraulico e misure di sicurezza presentato nel 2003 e autorizzato nel 2006 con provvedimento del Commissario Delegato. Certificazione di avvenuta bonifica e restituzione area agli usi legittimi (commerciale/industriale) con atto dirigenziale della Provincia di Savona del 2010.
Il Progetto operativo di bonifica della Zona A2 bis, che ospita l’impianto ITAR, è stato presentato nel 2007 e approvato nello stesso anno con provvedimento del Commissario Delegato.

Progetto approvato
Progetto definitivo di bonifica presentato e autorizzato nel 2006 con provvedimento del Commissario Delegato.
Nel 2023 è stato autorizzato con decreto ministeriale l’addendum al progetto di bonifica.

Progetto approvato
Progetto definitivo di bonifica presentato nel 2005 e autorizzato nel 2006 con provvedimento del Commissario Delegato.
Rilasciata certificazione di avvenuta bonifica e restituzione delle aree ad usi legittimi (residenziale/verde pubblico) con atti dirigenziali rilasciati dalla Provincia di Savona nel 2010 e dalla Provincia di Cuneo nel 2012.






