Dal biorecupero nuova vita ai terreni contaminati
Recuperare un terreno contaminato significa restituire valore a una risorsa e ridurre il consumo di nuovo suolo. È questo l'obiettivo del nostro impianto di biorecupero a Ravenna, in grado di trattare fino a 80.000 tonnellate all'anno di terreni contaminati da idrocarburi provenienti da attività di risanamento ambientale.
Il processo si basa sulla biodegradazione, una tecnologia che sfrutta l'azione dei microrganismi naturalmente presenti nel suolo. I terreni vengono collocati in appositi cumuli, chiamati biopile e alimentati costantemente con ossigeno, azoto e fosforo tramite appositi tubi forati. L'apporto controllato di ossigeno e nutrienti favorisce l'attività dei batteri, che utilizzano gli idrocarburi come fonte di nutrimento riducendo progressivamente la concentrazione dei contaminanti. Accanto alla linea di biorecupero, l'impianto dispone di una sezione dedicata al trattamento meccanico. Attraverso processi di separazione, triturazione, vagliatura e omogeneizzazione, i materiali vengono trasformati in ghiaia e ciottoli pronti per nuovi impieghi.
Un esempio concreto di economia circolare, che trasforma un rifiuto in una risorsa riducendo l’invio in discarica e favorendone il riutilizzo.